vinyl

DJ Dax Nul3000 Design Week 2024


DAX DJ
Nul3000 / DESIGN WEEK PARTY 19.04.2024 / Milano
Opening Set 22:00 – 00:15

Grazie a @anaisldc che alla festa Nul ha portato un registratore digitale.. Finalmente, dopo un’attesa biblica, eccoVi un nuovo mix registrato “live” di ben due ore! Non è sempre facile cominciare da zero una serata, soprattutto quando fai da intro ad un concerto/performace, ma devo dire che me la son cavata bene! Questo sound mi è molto rappresentativo: una esperienza unica, un viaggio elettronico, acid, deep e funk.. Vinili vecchi, della tradizione & vinili nuovi. Niente disco music, però: non era il vibe giusto per la serata… Penso che ultimamente la disco sia un po’ troppo inflazionata, quasi il genere preferito degli influencer/dj di Instagram. FarVi ballare con queste sonorità, è stato bellissimo e profondo: inoltre, ho conosciuto nuovi amici e ricevuto un sacco di complimenti. Special thanks a Tyler di Nul, Carlo Mognaschi del Q Club e tutti Voi! Magic Moments #daxdj

music: https://soundcloud.com/familyhouse/dj-dax-nul3000-design-week-2024

video: youtu.be/spNY1FPLoMY?si=PgJwD_qnpVcVsWb5

info, booking: partyhardy@family-house.net

In un’epoca di mp3 continuo a essere un cultore del vinile

IL GIORNALE DI VICENZA
Pag. 46 TAMTAM Martedì 21 Giugno 2016
di STEFANO ROSSI – Foto ILARIA PINATO

Da Vicenza fino all’Europa. Dario Bedin – In arte Dax DJ – è tra i decani vicentini. Cultore del vinile in un’epoca di mp3 e computer, ha un’esperienza musicale importante.

Cos’è cambiato in questi anni?

Adesso la questione musicale si è molto più targettizzata. Rispetto a una volta ci sono meno locali più bar, e ciascuno fa una cosa diversa: c’è la serata più techno, quella più house, più jazz, più lounge… E dalle nostre parti c’è anche la serata reggae che era impensabile dieci anni fa.

Il Web ha portato più possibilità di ascoltare musica?

Ma anche più dispersione. Un tempo c’era a Vicenza il Music Power di Ciso, dove tutti i djs si ritrovavano il sabato pomeriggio ad ascoltare. Si chiacchierava e a si scambiavano opinioni. Adesso sembra che ce ne sia di più, in realtà c’è molta più confusione e dispersione. I ragazzini oggi hanno una chiavetta Usb e non sanno neanche quante migliaia di brani hanno dentro. Quindi, suonando. Diverso il mio discorso: io sono un cultore del vinile e quindi so cosa cerco e dove posso trovarlo. Il ragazzino invece “ruba” da Internet la playlist perché l’ha messa il di tal dei tali, ma non crea nulla di nuovo. La musica in vinile ha invece un approccio fisico e per fortuna c’è un ritorno al vinile. La manualità richiede esperienza: ora con le nuove tecnologie, fa tutto il software, compreso il sync dei brani da mixare.

L’esperienza porta vantaggi?

Nei maggiori club europei è considerato un pregio lavorare con i vinili. Ci sono anche luoghi che non ti chiamano se usi il computer.

È diventata un po’ più ascoltabile la musica da ballare?

E proprio un periodo di contaminazioni. Nel mio caso io spazio molto, in due ore di musica suono dischi funky, deep, techno, dance, spostandomi da un genere all’altro. Ma non puoi mettere dischi a caso. Devi seguire un filo, sentire l’atmosfera.

C’è ancora tanta produzione di musica?

Anzi, adesso cè un’over, una superproduzione di musica, fruita in digitale, in od e in streaming. Forse troppa musica. Una volta una hit vendeva magari cinquemila copie. Adesso invece non ci sono più hit. Anche perché essendoci tirature assai più limitate, è difficile che un disco diventi una hit.

E a proposito di vinili, com’è nata l’idea del 45 giri per Perarock, festival col quale collabori da tempo essendo nella zona dove abiti?

Perarock ha un team che si occupa della parte artistica. Avevo suggerito loro, visto il ritorno del vinile, di riunire tutte le sigle della manifestazione negli anni in un unico disco. Essendo brevi, abbiamo pensato a un 45. E si sono impegnati molto, anche per creare e registrare la nuova sigla di quest’anno, che e il venticinquesimo del Perarock. E intanto, io continuo imperterrito per la mia strada a fare il “fantino del disco”.

Non solo in Italia, però?

L’esperienza più pazzesca de-gli ultimi anni è stata l’estate scorsa, a Berino, al Party Homopatik, festa che dura ininterrottamente per tre giorni. Ho suonato per quasi otto ore; ho iniziato a mezzanotte dopo mezz’ora avevo già la pista piena fino a mattina. Estata una grande esperienza.

Come mai Berlino è diventata la capitale della cultura giovanile negli ultimi anni?

A Berlino i ragazzi sono agevolati a viverci, costa poco vivere li. Si è creato un movimento e sono nate un sacco di etichette discografiche che hanno attirato l’attenzione; 1 club dal canto proprio hanno iniziato a creare iniziative particolari. E così è diventata la fucina della musica elettronica. Scardinando per un po’ anche Londra, che però poi si è risvegliata…

Una domanda cattiva per chiudere. Hai osato usare il verbo “suonare”.

Al di là delle polemiche che ci sono sempre io lo utilizzo, anche se si tratta sempre di “mettere su musica”. Dire “suonare” può sembrare eccessivo, ma possiamo permettercelo quando dietro c’è una ricerca e un impegno.

In un’epoca di mp3 continuo a essere un cultore del vinile

Dax DJ presents Dino’s Tapes #4

Dax DJ presents Dino’s Tapes ♾

Friday @loose.fm London 📻

Flavio Vecchi @flaviovecchitranscendentaldj – Original on Studio (1994-95)
” La quarta cassetta arriva direttamente dalle mani del mio caro amico Flavio Vecchi e se non ricordo male, quella sera, eravamo al Titilla ed uscimmo per andarla a prendere nella sua auto, con tanto di bacio sulla guancia… ” – @faggionatochef

Dax DJ presents Dino’s Tapes #1

Dax DJ presents Dino’s Tapes 😻

Friday debut @loose.fm London 📻

https://loose.fm/

DJ Paolo – CAPOVOLTO after hour – 1992
“ Il primo mi è stato dato dalle mani di Paolo, proprietario di Capovolto Music Bar a Montichiari (BS) negli anni ’90, ma al momento della consegna era già titolare del Apoc@lisse sempre a Montichiari vicino all’aeroporto militare… Quanto mi divertivo a fare PR, animazione, vocalist in giro per locali e feste 🎊 “ – @faggionatochef