There is a long-standing love affair between Dax DJ and JND Jazz Not Dead Festival Vicenza:

2005: Paolo Fedreghini & Marco Bianchi “Several People”, Daniel Wang, Tobia Molinari, Alberto Ghisellini, “Double Beat” Stefano Ghittoni, Gerardo Frisina, Jazzanova

2006: Scuola Furano, Origami, Paul Murphy, Volcov – Neroli, Populous, Ajello, Daniele Baldelli, Slope

2007: Prosumer, Carsten Klemann, Magic Jase, MADTEO, Boris, Cristiano Spiller, Laetitia & Alex Katapult, Daniel Wang

2008: Jona, Rabih Beaini, Tractile, Roger Reuter, Dicky Trisco, Newworldaquarium, Fraid Fraid Skat, Mike Huckaby

2009: Daniele Baldelli, Secondo, Nick Curly, Prosumer, Leo Mas Marras, Sevensol & Bender, Tama Sumo, Move D, Daniel Wang

2010: Daniele Baldelli, Batongo Ditongo, Marcello Napoletano & Fran Mela, Levon Vincent, Quarion, DJ Ralf, Tama Sumo & Prosumer, Dor Levi, Scott Ferguson, Daniel Wang

2011: The Analogue Cops feat Lucretio & Marieu, Claudio Fabrianesi, Ksoul, Luca Trevisi LTJ XPERIENCE, DJ Veloziped, Cristiano Rinaldi Uovo Memoryman, Beppe Loda, “Metro Area” Darshan Jesrani, Max Pic– Nicholas

2012: Tiger and Woods, Marcello Giordani DJ, Daniel Wang, “Metro Area” Morgan Geist ( and many others … )
Since 2005 in Vicenza (till 2012), then 2013 Music is the key www.family-house.net/music-is-the-key
Jazz Not Dead JND* Resident Advisor #Top10 March 2010-2011 Festivals
L’atmosfera delle serate del martedì al Bar Sartea di Vicenza, durante gli anni del Jazz Not Dead (JND) Festival (2005-2012), è ricordata come un’esperienza di spontaneità e genuinità assoluta. Nonostante la collocazione infrasettimanale, l’evento riusciva a trasformare lo storico locale di Corso Santi Felice e Fortunato in un centro di gravità per la cultura elettronica.
Ecco i tratti distintivi che rendevano uniche quelle notti:
Un “Rito” di Intimità e Ricerca
- Clubbing Puro: La cifra stilistica del festival era l’intimità. Le serate non miravano ai grandi numeri dei festival internazionali, ma puntavano su un’atmosfera raccolta che permetteva un clubbing puro e senza compromessi.
- Crocevia di Menti: Dax DJ descrive il JND come un luogo d’incontro per persone “interessanti e curiose”, un vero e proprio crocevia di menti dove il pubblico era spinto da una reale sete di conoscenza e passione, tanto da viaggiare appositamente per esserci.
Autenticità vs Era Digitale
- Senza Social Media: L’atmosfera era caratterizzata da un’autenticità che oggi viene definita rara. Erano serate vissute nel presente, senza la pressione dei social media o la rincorsa ai “like”; le persone erano “reali” e concentrate esclusivamente sulla musica.
- L’Approccio “Religioso”: Per gli organizzatori e i frequentatori, la musica era vissuta quasi come qualcosa di religioso. Questo spirito si rifletteva in una pista da ballo predisposta a vibrare in modo spontaneo, spesso guidata da dischi capaci di creare immediatamente il “mood giusto”, come il classico Hold Tight dei Change.
Il Sound del Martedì
Elemento | Caratteristica dell’Atmosfera |
Genere Guida | Spaziava dalla “raw house” a sonorità calde, funky e organiche. |
Il “Mood” | Descritto metaforicamente come “caldo, funky, sudato”, quasi un’estasi fisica prodotta dalla musica. |
La Selezione | Curata nei dettagli, con DJ che utilizzavano bobine e vinili per allungare i brani o creare nuovi ritmi, mantenendo un’energia costante. |
Questa combinazione di pionierismo musicale e contesto intimo ha permesso al JND di essere inserito tra i migliori festival al mondo da Resident Advisor, proprio per la sua capacità di offrire un’esperienza localizzata ma di altissimo profilo internazionale.
Negli anni d’oro del festival Jazz Not Dead, l’esperienza era vissuta con un’autenticità che oggi appare rara perché priva delle dinamiche digitali moderne.
- Persone Reali: Il pubblico era composto da persone “reali” mosse da una genuina sete di conoscenza e passione.
- Assenza di Like: Non esisteva la distrazione dei social media; l’atmosfera era spontanea e le persone viaggiavano chilometri per “esserci” fisicamente, rendendo ogni serata un vero crocevia di menti.
La scelta del martedì per il Jazz Not Dead (JND) Festival è stata una decisione pionieristica e d’identità, volta a creare un’esperienza di clubbing radicalmente diversa dai canoni commerciali del fine settimana.
Ecco i motivi principali che hanno reso il martedì il giorno ideale per questo rito vicentino:
- Ricerca dell’Intimità: La “carta d’identità” del festival era l’intimità. Scegliere un giorno infrasettimanale permetteva di mantenere una dimensione raccolta nel Bar Sartea, favorendo un “clubbing puro e senza compromessi” che sarebbe stato difficile gestire con le folle del weekend.
- Selezione Naturale del Pubblico: Il martedì sera agiva come un filtro naturale. Chi partecipava non lo faceva per caso, ma era mosso da una reale “sete di conoscenza e passione”, arrivando spesso a viaggiare appositamente per assistere ai set di leggende internazionali.
- Autenticità e Spontaneità: In quegli anni (2005-2012), l’atmosfera del martedì era priva della pressione dei social media o della rincorsa ai “like”. Questo garantiva un’ambiente spontaneo e genuino, dove le persone erano presenti “fisicamente e mentalmente” solo per la musica.
- Il Festival come “Crocevia”: Organizzare l’evento in un giorno lavorativo trasformava il locale in un vero “crocevia di menti”. Si creava un punto d’incontro per persone curiose e interessate, rendendo la serata un appuntamento culturale di rilievo internazionale nonostante la collocazione insolita.
Questa formula, definita come una delle prime realtà “pionieristiche” di musica elettronica in Italia, ha permesso al JND di essere riconosciuto per due anni consecutivi tra i migliori 10 festival al mondo da Resident Advisor.
Il Jazz Not Dead (JND) Festival, svoltosi a Vicenza tra il 2005 e il 2012, ha ospitato una serie impressionante di leggende internazionali della musica elettronica, in particolare nei generi house, disco e techno. Grazie alla direzione di Dax DJ, il festival è diventato un “crocevia di menti” capace di attirare artisti di fama mondiale nello spazio intimo del Bar Sartea.
Ecco i principali protagonisti internazionali suddivisi per ambito e rilievo:
Le Icone della House e della Disco
Alcuni artisti sono stati ospiti ricorrenti o hanno segnato edizioni storiche del festival:
- Daniel Wang: Una figura centrale per il festival, presente in quasi tutte le edizioni (2005, 2007, 2009, 2010, 2012) e considerato una leggenda della disco music.
- Mike Huckaby: Leggenda della scena di Detroit, ospite nel 2008.
- Larry Heard: Citato come uno dei grandi artisti internazionali con cui Dax DJ ha condiviso la consolle nel contesto del movimento underground vicentino.
- Morgan Geist: Membro dei Metro Area, ospitato sia nel 2012 che nelle playlist storiche del festival.
- Darshan Jesrani: L’altra metà dei Metro Area, protagonista dell’edizione 2011.
Protagonisti del Panorama Berlinese ed Europeo
Molti artisti provenivano dai club più prestigiosi d’Europa, come il Berghain/Panorama Bar di Berlino:
- Tama Sumo & Prosumer: Coppia iconica della scena berlinese, ospiti in diverse edizioni (2007, 2009, 2010).
- Move D: Esponente di spicco dell’elettronica tedesca, presente nel 2009 e incluso nelle playlist ufficiali.
- The Analogue Cops: Duo composto da Lucretio & Marieu (Restoration Records), ospitato nel 2011.
- Nick Curly: Protagonista dell’edizione 2009.
- Jazzanova: Collettivo berlinese ospitato durante la prima edizione nel 2005.
Esponenti della “Raw House” e Innovatori
Il festival è stato lodato dalla stampa internazionale (Resident Advisor) per la sua selezione di “raw house”:
- Levon Vincent: Innovatore della scena house di New York, ospite nel 2010.
- Scott Ferguson: Fondatore della Ferrispark, presente nelle edizioni 2010 e citato come uno dei dischi cardine per creare il “mood giusto” in pista.
- Quarion: Ospite dell’edizione 2010.
- Tiger & Woods: Celebre duo per i loro edit disco, ospiti della chiusura nel 2012.
- Newworldaquarium: Proveniente dalla scena di Amsterdam, ospite nel 2008.
Altri ospiti internazionali di rilievo
La lista include anche nomi come Bjorn Torske, Sadar Bahar, Danny Krivit e DJ Sotofett, che pur gravitando nell’orbita del Family House Collective e dei party “Partyhardy”, hanno contribuito a consolidare la reputazione internazionale di Vicenza come “cassa di risonanza” per la musica indipendente.
Il prestigio di questi ospiti ha permesso al JND di posizionarsi per due anni consecutivi (2010 e 2011) nella Top 10 dei festival mondiali di marzo secondo Resident Advisor, un traguardo unico per un evento che si svolgeva di martedì sera in un bar di provincia.

