Groovin Recordings

MOPLEN Interview

WHY AND WHEN DID YOU START TO DJ AND TO PRODUCE MUSIC?

La musica ha sempre avuto un ruolo importante per me, all’età di 8 anni ho iniziato a studiare chitarra mollando tutto dopo 5 anni (che coglione!!!), a 14 anni l’acquisto dei primi dischi e 3 anni dopo la prima serata in un locale davanti ad un pubblico che non fossero gli amici delle feste private fatte in casa.
Nel 2010 i primi edit di classici che mettevo durante le serate: l’idea era quella di creare una versione replicando quello che cercavo di fare “live” con due copie del disco; un esempio è l’edit di “Rock the Casbah” costruito utilizzando entrambi i lati del 12”.
Successivamente, dopo aver avuto accesso ad alcuni multitraccia, ho potuto realizzare dei veri e propri remix; l’intento era quello di dare un tocco personale a pezzi già perfetti di loro, cercando di attualizzarli per i dancefloor di oggi.

WHERE DO YOU CONTINUALLY GET YOUR INSPIRATION?

L’ispirazione la prendo da produttori che solitamente sono anche dj, in quanto credo che nei casi di successo, le 2 cose siano complementari.
Alcuni nomi: Joe Claussell, Dimitri from Paris, Joey Negro, Kon, Louie Vega, Danny Krivit, Francois Kevorkian, Ashley Beedle, Ron Trent, Dazzle Drums.

TALK ABOUT YOUR UPCOMING MUSIC PROJECTS ..

Ci sono in cantiere un paio di cose importanti, una delle quali in uscita su un’etichetta inglese di punta del settore: si tratta di un remix di un classico “afro-disco”, ma per ora non posso dire molto altro, tranne che ha già ricevuto ottimi feedback dagli addetti ai lavori 🙂

WHICH ARTISTS ARE YOU CURRENTLY LISTENING TO?

Cerco di ascoltare quello che da cui posso trarre ispirazione e stimoli, quindi tutti gli artisti/Dj citati in precedenza.
Amo ascoltare Disco, classici di etichette come TK Disco, Philadelphia International, P&P, Salsoul, Prelude; ultimamente sto anche riscoprendo pezzi di etichette come Paper, Nuphonic che hanno ancora molto da dire all’interno dell’attuale scena Nu-Disco.
Inoltre, grazie al compare Jopparelli, dj e grande conoscitore di musica con il quale condivido il progetto “Tropicalismi”, ho potuto conoscere brani e artisti del mondo “Afro” (ma non solo) ai quali non avrei mai avuto accesso, come “lazy bones” di Letta Mbulu.

DJS?

Oltre ai nomi già indicati ascolto spesso i dj set di MCDE, dj Ez, Horse Meat Disco, Soul Clap, Eli Escobar e ovviamente della leggenda vivente Daniele Baldelli.

TELL US SOME RE-EDIT TIPS

Parlando di classici posso solo dire di rispettare la natura e l’attitudine del brano e non di “violentarlo” solo per mostrare le proprie doti tecniche come re-editor o re-mixer.
Altra cosa secondo me importante è quella di avere sempre in testa il dancefloor, quando ci si approccia ad un edit o remix; allungando semplicemente delle parti si rischia di rendere il tutto monotono e noioso all’orecchio di chi sta ascoltando, figuriamoci all’orecchio di chi sta ballando.

WHAT DO YOU EXPECT FROM PARTYHARDY?

Dal mio punto di vista credo sia sbagliato porsi delle aspettative, al contrario cercherò io di soddisfare le aspettative di chi ci sarà; prima di ogni serata mi piace ricordare a me stesso che è compito del dj essere in grado di far ballare la gente e non il contrario, cioè essere convinti che questa balli a tutti i costi solo perché il dj sei tu.

LEVAN, KNUCKLES, HARDY ..

Tutti e tre per motivi diversi e nell’ordine in cui sono riportati.

YOUR BEST PLACE FOR MUSIC .. AROUND THE WORLD?!

Casa mia… LOL.
Scherzi a parte se parliamo di records shop “fisici” il mio preferito, senza andare troppo lontano da casa, è Vinylbrokers di Milano.

VISIONS OF THE FUTURE

“The future is unwritten”, spero solo di poter continuare a fare quello che amo per molti altri anni e che ci sia ancora qualcuno che possa apprezzarlo.

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Discogs

Moplen – Luca Locatelli interview 10.2017 Family House.

Venerdì 17 / partyhardy